Il termine Raku è apparso per la prima volta in Giappone nel XVI secolo. Tradotto letteralmente significa felicità, gioia o piacere e identifica un tipo di cottura utilizzato per realizzare recipienti appositi per la cerimonia del tè Zen.
Questa tecnica è stata portata per la prima volta in Occidente dal ceramista Bernard Leach negli anni Venti, ma la sua popolarità è cresciuta solamente negli anni Sessanta quando è stata esportata nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
Oggi, la cottura Raku viene effettuata all'aperto utilizzando un forno appositamente realizzato in grado di raggiungere una temperatura di 980° Celsius in poco più di 30 minuti. I manufatti così cotti vengono tirati fuori ancora caldi e collocati in un seperato contenitore di metallo assieme a foglie secche e trucioli di legno. Al momento del contatto, i materiali combustibili prendono fuoco e viene posto un apposito coperchio sopra al contenitore per smorzare le fiamme. Una volta pronti, i pezzi fumanti vengono lentamente posti in un secchio di acqua fredda per arrestare il processo. Il prodotto finale è un esemplare di ceramica unico e originale che presenta sulla superficie un effetto tipo crepatura cangiante e irregolare. Non possono esistere due esemplari di creazioni Raku uguali e ogni creazione narra la storia della sua lavorazione, della sua cottura e della sua cromaticità.